Eliminare le cicatrici

terapia delle cicatriciEliminare le cicatrici mediante la rigenerazione cellulare

è  un sogno realistico oggi per chi affronta un percorso di guarigione cutanea.  Solo la conoscenza della loro evoluzione biologica permette di  affrontare prontamente gli esiti di una guarigione e di un trauma profondo anche psicologico dopo un danno subìto dalla cute (un taglio, un’ustione, cicatrici post chirurgiche o post traumatiche).

E’ il corpo che ripara se stesso ripristinando un’area di derma con un tessuto equivalente, seppur privo delle caratteristiche più peculiari della pelle (bulbi piliferi, ghiandole sudoripare, ghiandole sebacee e annessi pigmentari oltre che linee cutanee – dermatoglifi – che determinano l’unicità della pelle, come nelle impronte digitali).

Rigenerazione o Riparazione quale strada per eliminare le cicatrici?

La rigenerazione cellulare detta anche ” restitutio ad integrum” avviene nei danni del feto e  nei danni superficiali con una ripristino completo del tessuto danneggato senza alcun esito.

La riparazione tessutale avviene invece quando il danno è più profondo determinando la crescita del tessuto che prima tappa il buco presente ( detto ” perdita di sostanza” ) e poi dalla periferia le cellule epiteliali dette cheratinociti camminano verso il centro per chiudere il buco e rendere la pelle impermeabile.

La qualità di questa riparazione lascerà sempre un minimo di segno a differenza della restitutio ad integrum.

La riparazione di una lesione varia da paziente a paziente perché molti sono i fattori che entrano in gioco nell’ambito del processo cicatriziale, compresi la genetica, l’età, la qualità della pelle, lo stile di vita e l’esposizione ai raggi del sole.

Le cicatrici possono essere classificate in:

  • cicatrici iper o ipopgimentate: quando sono molto scure o molto chiare rispetto alla pelle che le circonda,il cui unico difetto è la colorazione
  • cicatrici atrofiche o depresse: piane ma molto larghe ed infossate (insorgono spesso in pazienti con tessuto poco elastico o a seguito di terapie croniche con cortisone)
  • cicatrici retraenti: quando per la loro intrinseca direzione determinano retrazione dal punto di vista estetico se posizionata sul viso o sul seno oppure funzionale se posizionata alle mani o in altre sede dove il movimento è fondamentale
  • cicatrici ipertrofiche quando sono sollevate, rosse e dolenti ma rimangono all’interno del taglio che le ha generate
  • cicatrici cheloidee sono rilevate, dolenti e retraggono; sono sproporzionate in dimensioni rispetto al danno che la ha generate; insorgono frequentemente sul petto a seguito di interventi al cuore o sul lobo dell’orecchio come complicanza del foro da orecchino

Evoluzione del trattamento e terapia delle cicatrici patologiche

E’ Impossibile cancellare del tutto una cicatrice ma è possibile  migliorarne l’aspetto. Le cicatrici si trattano su pazienti di ogni età e su tutto il corpo mentre quelle del viso o da acne sono le più invalidanti psicologicamente.

Trattamenti  ambulatoriali domiciliari topici locali non invasivi

Il trattamento o la terapia delle cicatrici, nel primo anno dall’insorgenza, richiede presidi non chirurgici come l’applicazione di creme a base di silicone, la fisioterapia (mediante opportuni massaggi), l’applicazione di guaine elasto-compressive in tessuto di silicone.

L’obiettivo di tutti questi trattamenti è:

  • ripristinare l’elasticità del collagene che modifica le su caratteristiche e l’orientamento delle cellule in modo che la cicatrice ” non tiri”
  • comprimere la cicatrice per ridurre l’eccesso di micricircolazione
  • occlusione mediante creme al silicone per  ridurre la tensione di ossigeno e soffocarle dall’esterno
  • protezione solare per prevenire la pigmentazione patologica e ridurre i danni da raggi UV
  • ridurre il dolore e la ipersensibilità della cicatrice

l’obiettivo naturale è che una cicatrice arrossata nel primo mese possa piano piano riprendere un colorito quasi omogeneo al bianco chiaro e che possa non subire difetti di pigmentazione.

Trattamenti medici per eliminare le cicatrici patologiche

Nel percorso di stabilizzazione delle cicatrici che dura circa 12 mesi possono essere impostati dei trattamenti medici poco invasivi per migliorare l’evoluzione naturale delle cicatrici:

In particolare:

  • infiltrazioni di cortisone intralesionale per abbassare l’altezza di una cicatrice ipertrofica o chelodea e ridurre dolore e prurito
  • infiltrazione di cockail di biostimolanti aminoacidi con fattori di crescita per le cicatrici atrofiche o smagliature ancora arrossate in fase di evoluzione
  • infiltrazione di sostanze ridensificanti al di sotto di una cicatrice depressa in associazione alla subicision per scollare aderenze  e dare supporto al tessuto superficiale appena liberato
  • trattamento con laser co2 frazionato per ridurre le dispigmentazioni e regolarizzare irregolarità della cicatrice e compattarne l’aspetto

Trattamenti chirurgici per eliminare le cicatrici patologiche

Una volta stabilizzatasi la cicartrice e quindi si intende dopo almeno 1 anno dall’insorgenza si può procedere a tecniche più invasive per  il trattamento:

  • cicatrici piane o atrofiche: revisione chirurgica , ovvero per modificare la posizione, e la forma e andamento, si rimuove chirurgicamente tutta la cicatrice con i margini inclusi  che vengono nuovamente suturati nella maniera più accurata e meno reattiva possibile.
  • cicatrici retraenti: revisione chirurgica e z plastiche o plastiche a V-Y di allungamento- impianto di espansori cutanei (soprattutto sul cuoio capelluto) plastica a Z o W, o trasposizione di lembi;
  • laser ablativo CO2  frazionato che determina una dermoabrasione soft e rigenerazione del collagene (Slim II – Mixto Pro – Lasering)
  • subcision con lipostruttura, l’innesto di nanofat sottopelle con tecnica SNIF ( sharp needle intradermal fat) ottiene una rigenerazione del tessuto fibroso grazie al guadagno di elasticità da nuove cellule staminali adipose trapiantate mentre la subcision ( rigottomie) crea un rilascio delle tensioni dando spazio alle cellule staminali di innestarsi.
  • cicatrici depresse ( anche tante acneiche  o smagliature profonde, anche dimpling cutaneo da cellulite glutea ) :
  • laser ablativo CO2  frazionato che determina una dermoabrasione soft e rigenerazione del collagene (Slim II – Mixto Pro – Lasering)
  • subcision con lipostruttura, l’innesto di nanofat sottopelle con tecnica SNIF ( sharp needle intradermal fat) ottiene una rigenerazione del tessuto fibroso grazie al guadagno di elasticità da nuove cellule staminali adipose trapiantate mentre la subcision ( rigottomie) crea un rilascio delle tensioni dando spazio alle cellule staminali di innestarsi.
  • cicatrici ipertrofiche o cheloidee é necessario premettere che è assolutamente vietata la asportazione semplice di un cheloide perchè è quasi  certo il  rischio di recidiva in assenza di terapia complementare.
  • terapia mediante infiltrazione di cortisone a lento rilascio( triamcinolone acetonide-kenacort) che attenua il dolore , riduce il gonfiore ma non permette un miglioramento estetico ma solo funzionale
  • revisione chirurgica con radioterapia complementare mediante fasci esterni o la brachiterapia( dopo la rimozione della cicatrice viene effettuato un trattamento adiuvante nelle 72 h successive; le sede più frequenti sono il lobo auricolare e la regione presternale spesso predisposte in maniera non prevedibile alla formazione di cheloidi o cicatrici ipertrofiche con percentuali di successo oltre il 60%

Tempi di guarigione e mantenimento

I tempi di guarigione sono compresi in un lasso di tempo molto ampio, che va dalle due settimane a un anno, affinché la cicatrice possa dirsi completamente stabilizzata. A seguito della procedura chirurgica nei casi ambulatoriali, non è necessaria degenza.

Consigliabile l’applicazione di creme o fogli di silicone, presidi fisici che comprimano la cicatrice, indicati dal medico. Anche le cicatrici sono soggette a recidiva secondo le caratteristiche del paziente e dello stile di vita: solo una corretta valutazione del chirurgo potrà chiarire l’opportunità e le modalità di intervento.