Ginecomastia2018-05-03T22:28:51+00:00

Ginecomastia

ginecomastia

GinecomastiaChirurgia estetica del seno maschile

Lo sviluppo eccessivo anche detto femminilizzazione della mammella maschile è la cosiddetta Ginecomastia.
Nella pubertà, per motivi ormonali o genetici o in età adulta, per cause farmacologiche o di sovrappeso si determina un rigonfiamento della regione pettorale nella sua parte ghiandolare e adiposa.

Distinguiamo l’eccesso di sviluppo della parte ghiandolare come Ginecomastia vera mentre laddove il rigonfiamento è causato dalla componente adiposa prevalente parliamo di falsa Ginecomastia o Pseudoginecomastia.

Sintomi della Ginecomastia

In principio si rivela con l’insorgenza di prominenze dolorose nella zona sottostante il capezzolo e successivamente si verificano aumenti di tessuto adiposo e ghiandolare associati a rigonfiamento.

Cause della Ginecomastia

Lo sviluppo della ghiandola mammaria è determinato dalla dominanza di ormoni femminili (estrogeni come estradiolo e progestinici come la prolattina) rispetto a quelli maschili.

In tutti quei casi quindi di sovraccarico ormonale femminile o di riduzione di quello maschile si crea uno squilibrio che può portare all’ingrossamento della ghiandola mammaria

Infatti l’estradiolo è responsabile della proliferazione epiteliale del parenchima e dei dotti galattofori mentre la prolattina determina lo sviluppo degli acini e stimola la produzione delle proteine del latte.

Il testosterone determina invece una funzione inibitoria sullo sviluppo mammario con azione anti estrogenica. Lo stesso effetto del testosterone viene bloccato da cortisolo e prolattina che quindi facilitano la femminilizzazione mammaria.

Oltre a questi ormoni anche ormoni ipertrofizzanti aspecifici come gli ormoni tiroidei che aumentano gli estrogeni plasmatici mentre il cortisolo, insulina ed ormone della crescita GH sono permissivi sullo sviluppo mammario in generale.

Lo stesso tessuto adiposo è ricco di aromatasi che è un enzima responsabile della conversione di androgeni in estrogeni liberi che è quindi il motivo per cui le donne obese post menopausali soffrono meno il calo di estrogeni mentre negli uomini sovrappeso determinano delle Ginecomastie reattive per gli estrogeni prodotte nel tessuto adiposo.

Le cause che concorrono allo sviluppo patologico sono:

  • disfunzioni ormonali e disfunzioni del metabolismo, patologie che determinano uno squilibrio ormonale come il diabete (per eccesso di insulina), sindrome di Cushing (eccesso di cortisolo), prolattinomi ipofisari, ipertiroidismo.
  • disfunzioni cromosomiche, sindrome di Klinefelter che a seguito dell’ipogonadismo è caratterizzata da riduzione degli ormoni maschili per cui prevalgono gli estrogeni che causano la Ginecomastia.
  • sovrappeso, grasso e obesità per la formazione da colesterolo in ormoni femminili nel tessuto adiposo periferico.
  • terapie farmacologiche (assunzione di gastroprotettori anti H2 come la cimetidina estrogeni o progestinici, farmaci contro l’ipertrofia della prostata con finasteride), farmaco per l’ipertensione risparmiatore di potassio Spironolattone o gli altri farmaci calcio antagonisti per l’ipertensione, farmaci antiretrovirali saquinavir o lopinavir,antipsicotici come Aloperidolo oppoure l’olanzapina, citostatici chemioterapici come ciclofosfamide o metotrexate, fitoestrogeni.
  • utilizzo di anabolizzanti, l’organismo trasforma l’eccesso di steroidi maschili anabolizzanti in estrogeni per proteggersi e determina quindi uno squilibrio dominante sulla femminilizzazione.
  • abuso di cannabis.

Quale che sia la causa, l’aumento delle dimensioni dei pettorali si traduce in disagi di natura sessuale e sociale in chi ne è affetto.

Come si diagnostica la Ginecomastia

La valutazione del problema avviene mediante osservazione per stabilire eventuali asimmetrie di posizione del capezzolo, asimmetrie del torace ,difetti del capezzolo in senso di ipertrofia o di introflessione e quindi procederà alla palpazione.

Il chirurgo stabilisce la natura della Ginecomastia (se persiste la condizione di origine ghiandolare o adiposa o addirittura entrambe) richiedendo una ecografia mammaria ed eventualmente una mammografia.

Richiederà inoltre un visita endocronologica con i test su ormoni dell’ipofisi (prolattina, ormoni maschili e ormoni femminili) se sospetterà che la causa possa essere dovuta a disturbi legati all’ipofisi, ipotalamo, tiroide o surreni.

Una volta esclusa una patologia metabolica per la quale l’intervento sarebbe inutile, il chirurgo decide sul tipo di procedura da attuare, a seconda della classificazione di inestetismo di cui il soggetto è portatore.

Per intervenire è necessario che il paziente presenti uno stato di salute adeguato e compatibile con l’intervento e che l’epidermide della zona del torace sia sufficientemente elastica. Il paziente, inoltre, esporrà le motivazioni e le aspettative della scelta di sottoporsi alla procedura chirurgica.

Infine, saranno elencate tutte le indicazioni relative ai trattamenti post operatori e alla loro durata.

Preparazione all’ intervento

Per verificare le condizioni di salute di chi voglia sottoporsi all’intervento, dopo la visita specialistica, il chirurgo prescrive una serie di esami clinici di routine.
Tra questi:

  • elettrocardiogramma
  • esami ematochimici (con coagulazione)
  • esami ematici preoperatori: emocromo con formula leucocitaria, glicemia, creatininemia, azotemia, elettroliti plasmatici (cloro, calcio, potassio, sodio) proteine totali, funzionalità epatica (ast, alt), coagulazione (pt,ptt)
  • esami ematochimici endocrinologici
  • ecografia mammaria

E’ fondamentale astenersi dall’assumere aspirina e derivati per almeno 7 giorni prima dell’intervento (e anche dopo): accade infatti che l’acido acetilsalicilico contenuto nel medicinale possa ridurre la capacità di coagulazione del sangue.

Intervento chirurgico di Ginecomastia

L’intervento si esegue in regime di “Day Hospital” o, al massimo, in un ricovero di una notte.
È di breve durata (dai 60 ai 90 minuti) e avviene in anestesia locale con sedazione più o meno profonda che lascia la completa autonomia respiratoria.
Il paziente è in grado di tornare a casa già dopo qualche ora dalla fine dell’intervento.

Se la patologia è determinata dall’ipertrofia della ghiandola mammaria (origine ghiandolare) la tecnica chirurgica prevedrà un’incisione periareolare (a semiluna) nel quadrante inferiore dell’areola, attraverso cui si procederà alla rimozione del tessuto ghiandolare in eccesso: si tratta di una mastectomia sottocutanea.
Questa tecnica chirurgica, nei casi di ptosi mammaria (mammella cadente) viene associata al sollevamento dei tessuti (mastopessi secondo tecnica di Davidson) e alla rimozione della cute in eccesso.

Al termine dell’intervento vengono posizionati i drenaggi e viene fatta indossare al paziente una guaina elasto-compressiva.

Se invece la patologia si manifesta in seguito a uno stato di obesità seguito da forte dimagrimento (origine adiposa), che lascia una mammella grande e ptosica, costituita principalmente da tessuto grasso sarà possibile intervenire attraverso una liposuzione del grasso in eccesso mediante cannule inserite attraverso una piccola incisione cutanea.

Al termine dell’intervento il paziente viene medicato con cerotto compressivo o con apposita guaina elasto-compressiva.

Rischi e complicanze

Dopo l’intervento, si possono verificare episodi di gonfiore nella zona del torace (che tendono a scomparire in pochi giorni) e di accumulo di sangue nella zona interessata dall’operazione.

In alcuni casi potrebbero formarsi cicatrici ipertrofiche periareolari. Una recidiva di Ginecomastia può avvenire anche dopo la mastectomia, proprio per il fatto che una parte di ghiandola viene lasciata, in seguito a stimolazione ormonale o aumento di peso (il grasso infatti libera estrogeni endogeni – estriolo)

In alcuni casi possono insorgere sieroma o ematoma. Le infezioni sono rare anche grazie alle terapie antibiotiche. La perdita di sensibilità del capezzolo è generalmente temporanea e si ritrova quasi completamente con il tempo.

Post Intervento

Le ferite guariscono dopo circa 15 giorni (le medicazioni sono rimosse dal chirurgo) tuttavia il risultato finale sarà apprezzabile solo al termine della convalescenza, dopo alcune settimane o mesi.

A seguito dell’intervento, sarà necessario seguire alcuni accorgimenti indicati dal medico.

Tra questi:

  • praticare massaggi linfodrenanti della regione mammaria
  • limitare le attività lavorative (soprattutto se richiedono un notevole impegno fisico)
  • non guidare l’automobile nei giorni immediatamente successivi all’intervento
  • non usufruire di doccia e vasca da bagno per almeno due settimane
  • non riprendere l’attività sportiva prima di in mese e mezzo circa

Costo Intervento Ginecomastia

Orientativamente, i costi per un intervento di Ginecomastia possono variare dai 2.000 ai 4.500 euro.

INFO UTILI

Durata

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Complessità

  • Facile/Medio

Anestesia

  • Locale con sedazione

Medicazione

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Guarigione

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Rientro sociale

Ginecomastia Prima e Dopo