Rinofima 2017-12-05T15:35:42+00:00

Rinofima: Sintomi, terapia medica e rimozione laser

rinofimaCos’è il Rinofima ?

Il rinofima è quell’evoluzione dell’acne rosacea più frequente negli uomini dopo i 50 anni che porta ad un aumento di spessore della pelle della punta del naso che arriva a prendere un aspetto bitorzoluto e grottesco.

Cause

Le cause del rinofima sono sconosciute ma è noto che si tratti di una evoluzione grave dell’acne  rosacea all’ultimo stadio quando una  infiammazione cronica profonda associata a colonia degli strati sottocutanei associati ad una instabilità del substrato capillare.

Le ipotesi più accreditate sono la reazione cronica del substrato capillare che si ipertrofizza in profondità a seguito dello stimolo infiammatorio evolvendo in fase occlusivo cicatriziale con deposizione di placche di tessuto fibroso insieme al sebo.

La patologia associa lesioni vascolari come eritrosi flushing a quelle tipiche dell’acne come papule e pustole, quindi l’associazione dei due fenomeni determina un effetto esplosivo. Inoltre le ghiandole sebacee colonizzate a causa dell’ infiammazione hanno i pori escretori dilatati ma chiusi per cui anche il sebo non può essere drenato all’esterno.

Nonostante le cause siano ad oggi sconosciute i fattori scatenanti della patologia possono riguardare l’alimentazione e l’assunzione di alcool.

Prenota una visita

Clicca qui
Clicca qui

Sintomi

Dal punto di vista clinico si sviluppa un’ infiammazione cronica granulomatosa delle ghiandole sebacee della punta nasale che reagiscono con ingrossamento del volume e del numero delle cellule in risposta ad un attacco batterico che non riescono a debellare perché le ghiandole si sviluppano in profondità con crateri e circonvoluzioni.

Fattori di rischio del rinofima

I fattori di rischio congeniti maggiori sono tutti quelli legati alla patologia iniziale ovvero la Rosacea e sono:

  • persone con colorito chiaro della pelle così come i capelli ed il colore degli occhi
  • labilità emotiva con sensibilità capillare agli ormoni endogeni (eritrosi flushing)
  • comparsa in donne dai 30 ai 60 anni, anche se la forma rinofimatosa nasale è più frequente nell’uomo
  • componente genetica ereditaria

I fattori di rischio acquisiti o ambientali che peggiorano l’evoluzione clinica anche se non assolutamente determinanti  sono:

  • cibi caldi speziati piccanti o anche il cioccolato
  • assunzione di alcool
  • ripetuti passaggi con escursioni termiche estreme che determinano uno stress alla muscolatura vasale capillare (vasocostrizione e vasodilatazione ripetute), così come l’abuso di bagno caldi o termali
  • emotività di carattere che determina la liberazione di sostanze che stressano i capillari
  • esposizione al sole prolungata (fattore vasodilatatore e dannoso alla cute chiara) o al vento (provoca secchezza cutanea e sensibilizzazione)
  • familiarità e menopausa
  • utilizzo di corticosteroidi cronico che induce vasodilatazione e atrofia così come di antiipertensivi che vasodilatano la periferia
  • disturbi del microcircolo (spesso patologie immunitarie con  microarteriti autoimmuni)
  • infezione da Helicobacter pilori
  • colonizzazione da parte del  Demodex folliculorum ovvero  un acaro vermiforme normalmente presente nei follicoli piliferi dell’uomo che si è notato essersi sviluppato grandemente nei pazienti con Rosacea forse  in combinazione con le modificazione verificate nel tessuto vascolare e connettivo.

Rinofima nelle donne

Nelle donne il rinofima è meno frequente perché la rosacea nelle donne tende ad avare una manifestazione maggiormente vascolare come dimostrano la prevalenza di couperose e rosacea.

L’inestetismo “rinofima” ricorda i famosi quadri di Arcimboldo nel quale veniva raffigurato un grande naso deforme.

Rinofima iniziale

All’inizio si ha solo una tendenza all’ arrossamento della pelle (forma prevalentemente vascolare)  con piccole eruzioni  di acne infiammatoria che lentamente negli anni progredisce con un ingrossamento della punta nasale (forma ipertrofico ghiandolare).

Rinofima grave

Il rinofima è la forma detta “ fimatosa” della rosacea che si presenta all’80% nel naso ma  anche a livello del mento delle palpebre e della fronte in particolare negli uomini.

Al primo stadio si ha solo una dilatazione dei pori della cute, nello stadio successivo oltre alla dilatazione si ha un’ispessimento della pelle mentre nello stadio finale si ingrossano sia  le ghiandole sebacee  che la pelle del naso in maniera deformante con aspetto bitorzoluto oltre i confini anatomici dello scheletro nasale.

Terapia medica

Nella fasi iniziali il trattamento è medico con creme antibiotiche locali per germi anaerobi associate a creme che riducono la seborrea.

Nei pazienti con una  maggiore componente di arrossamento è possibile ricorrere anche ad un trattamento che prevede l’applicazione di una crema specifica che agisce da vasocostrittore quotidiano.

Le terapia mediche sono volte a curare i singoli fattori che determinano la rosacea ma non vi sono farmaci che possano guarirla.

  • Antibiotici orali così come in gel, in particolare le tetracicline (dociciclina, minociclina, lymeciclina)  o eritromicina fungono da batteriostatici e permettono di ridurre la componente infiammatoria cronica. Si utilizzano a cicli che vengono ripetuti.
  • Farmaci seboregolatori per ridurre l’attività delle ghiandole sebacee ovvero l’acido azelaico
  • Retinoidi per l’acne (topici isotretinoina o orali) e accelerare il ricambio della pelle per pulire la profondità delle ghiandole e ridurre lo spessore
  • Farmaci antiparassitari contro il demodex folliculorum ovvero lo storico Metronidazolo al 5% in forma topica e l’attuale e innovativo Ivermectina all’1% che sembra essere più efficace
  • Farmaci vascolari per attenuare il rossore in grado di ridurre la dilatazione vascolare (clonidina, carvedilolo)

Guarda le immagini del prima e dopo

Vedi Ora
Vedi Ora

Trattamento laser

Qualora le cure mediche fossero inefficaci e nei casi di rinofima grave è possibile ricorrere alla rimozione dell’ inestetismo con il laser.

Il trattamento oggi più indicato è l’ asportazione chirurgica delle ghiandole con il Laser CO2 Ultrapulsato.

L’intervento si esegue in anestesia locale con una piccola sedazione da parte dell’anestesista e permette di rimuovere, assottigliandolo, lo strato della pelle con diversi passaggi del laser fino a raggiungere una conformazione accettabile.

La tecnica permette anche di sostituire, grazie all’ effetto termico del laser, la componente ghiandolare con tessuto collagene fibroso che ostacola e ritarda la comparsa delle recidive.

Trattamento Chirurgico

Un’altra opzione  è una tecnica di chirurgia plastica ricostruttiva chiamata decorticazione grazie alla quale si rimuovono mediante shaving (escissione tangenziale)  le lesioni bitorzolute e irregolari.

La tecnica precedente evolve in una guarigione spontanea detta per seconda intenzione per cui la nuova pelle nasce dai follicoli sebacei oppure può essere  associata alla copertura mediante l’utilizzo di trapianti di pelle sottili  (innesti cutanei) che seguano le unità estetiche del viso .

Durata del trattamento

In genere può bastare una seduta, se eseguita in maniera radicale, con assistenza oppure diverse sedute se il paziente preferisce un approccio più leggero anche se più lungo.

Ogni seduta si distanza dall’altra di almeno 3 mesi, non si ha sanguinamento e non residuano cicatrici.

Post operatorio

Finito l’intervento si applicherà una piccola medicazione occlusiva per 24 h e nell’ arco dei successivi 6 giorni il paziente spalmerà, potendosi comunque lavare, un unguento cicatrizzante e riepitelizzante.

Nel post operatorio non si ha dolore, la pelle guarita risulterà rosea per il primo mese e avrà bisogno di una crema protettiva solare a schermo totale da applicare al mattino.

In conclusione si dovrà sopratutto evitare l’ esposizione diretta ai raggi solari.

Rinofima Prima e Dopo