Rimozione protesi al seno e revisione
Rimozione protesi al seno e revisione senza reimpianto
L’intervento di rimozione protesi al seno e revisione con mastopessi senza reimpianto è per le donne che non sopportano più le protesi. Diversi sono i motivi che portano a questa scelta. Donne che hano sofferto di contrattura capsulare recidivante o chi non ha mai accettato le protesi per una scelta immatura di gioventù.Donne che la ha vissute come un perenne corpo estraneo . Altre pazienti invece che hanno accumulato peso in gravidanza , vogliono risollevare il seno ed eliminare l’eccesso di volume perchè con la menopausa sono ingrassate anche sul seno.
Difetti estetici e soluzioni
Le cause o motivazioni per la richiesta di rimozione protesi al seno sono :
- Impianti mammari troppo grandi precedentemente inseriti
- contrattura capsulare recidivante; la capsula intorno alla protesi si riforma dura e dolente uguale a prima nonostante la rimozione chirurgica
- rottura della protesi
- un aumento del volume complessivo del proprio seno dovuto ad aumento di peso o menopausa che provoca aumento del tessuto adiposo
- disagio e senso di ingombro rispetto alle proprie attività quotidiane o ludico motorie
- cambiamento dei desideri intimi legati al proprio carattere o all’età.
Quando una paziente richiede la rimozione protesi al seno definitiva senza reimpianto (mastoplastica secondaria) non è sempre scontato ottenere risultati esteticamente soddisfacenti. Il chirurgo dovrà lavorare con lo scarso tessuto mammario residuo e rilassato. Il tessuto mammario ha perso elasticità sia per il peso dell’impianto mantenuto diversi anni che per il normale processo di invecchiamento dei tessuti.
Visita specialistica
Prima di giungere alla scelta di rimozione protesi al seno la paziente ha attraversato diversi interventi chirurgici di mastoplastica secondaria senza trovare la soluzione. La rimozione delle protesi può essere vissuta come una sconfitta ma il più delle volte la paziente che vi arriva lo fa come una liberazione. Nel preoperatorio la paziente si sottopone ad indagini radiologiche come l’ecografia o una risonanza magnetica per escludere eventuali rotture protesiche o rilascio di silicone o semplicemente per escludere tumori alla mammella. Durante la visita, la paziente espone al chirurgo dubbi e aspettative derivanti dalla decisione di sottoporsi all’intervento.
L’intervento chirurgico di rimozione protesi senza reimpianto
Il giorno dell’intervento il chirurgo effettuerà sulla paziente in posizione eretta dei disegni sulla pelle come per una mastopessi. La forma delle incisioni, definita ” Key hole” o ” buco di serratura”, serve a dare simmetria alle proporzioni del nuovo seno e armonizzarle rispetto ai parametri delle misure del torace come se fosse da un sarto.
L’intervento inizia con la rimozione di protesi al seno e la toilette chirurgica della capsula, ovvero l’involucro fibroso che le ricopriva definita capsulectomia. In assenza di una vera contrattura capsulare è possibile mantenere la capsula per poter guadaganre tessuto alla successiva mastopessi.
Soluzioni chirurgiche dopo rimozione protesi al seno
La rimozione protesi prevede una capsulectomia totale nel caso il seno si sia indurito per una contrattura capsulare di grado III e IV sec Baker. Se vi è un sospetto oncologico di linfoma ALCL viene inviato il pezzo rimosso per esame istopatologico e analizzato anche il liquido presente intorno alla protes.
Il tessuto mammario residuo verrà quindi lavato e pulito chirurgicamente da eventuali residui di silicone se vi fosse stata rottura della protesi .
Mastopessi Round block dopo rimozione protesi
Quando si tratta di rimozione di protesi al seno di piccole dimensioni può essere sufficiente una mastopessi periareolare “Round Block” ovvero una tecnica a cicatrice minima posizionata solo intorno all’areola. Questa tecnica permette di rimuovere la pelle solo intorno all’areola per sollevarla. Permette anche di diminuire il diametro areolare. Una sutura perimetrale con filo non riassorbibile consentirà di ottenere una cicatrice molto sottile perchè senza tensione sui margini. Questa tecnica può essere associata al Lipofilling che permette di aumentare il volume dei poli superiori ed esterni della ghiandola trapiantando il proprio tessuto adiposo.
Mastopessi completa con autoprotesi ghiandolare
Nella maggiora parte dei casi, in realtà dopo la rimozione protesi , la revisione consiste in una mastopessi con cicatrice a T invertita a peduncolo superiore o superomediale.
Questa tecnica, nonostante preveda cicatrici di maggiore estensione, consente di ottenere risultati più stabili nel tempo e una forma più naturale. La tecnica permette di ricompattare e sollevare la ghiandola. Inoltre, utilizzando il volume della mammaria sotto il solco, possiamo riempire il polo superiore svuotato con la tecnica definita Auto protesi ghiandolare. La ghiandola presente nel polo inferiore sotto la areola viene mantenuta e ribaltata nel polo superiore della mammella per dare tono, supporto e proiezione al nuovo seno.
Mastoplastica Ibrida
Quando il lipofilling viene utilizzato in aggiunta alla mastopessi, parliamo di Mastoplastica Ibrida perché sfruttiamo due tecniche distinte insieme. Questa tecnica è ideale nelle pazienti che abbiano un po’ di adipe nel corpo da poter aggiungere al polo mammario superiore del seno e che vogliano contestualmente una liposcultura per rimodellare il corpo.
Il grasso prelevato mediante accurata liposcultura con cannule multiforo a diametro tra 1 e 3 mm viene centrifugato e purificato per una preparazione ottimale . Il tessuto adiposo dotato anche di cellule staminali ,viene trasferito nel seno con una tecnica definita “ spaghetti fat grafting ” . Questa tecnica prevede il trapianto adiposo nello spazio tra capsula proteisca rimossa e tessuto cutaneo oppure tra muscolo e ghiandola più in profondità.
Per ottenere il massimo la tecncia deve essere accurata ed effettauta in maniera lineare in diversi piani come se fossero tanti fili di spaghetti per permettere la maggior percentuale di attecchimento del tessuto impiantato grazi alla distribuzione più omogenea.
Tempi di guarigione
I tempi di recupero dopo un intervento di rimozione protesi al seno sono più veloce rispetto ad un intervento di inserimento protesico. Dopo l’operazione, i drenaggi vengono lasciati per almeno un giorno ma nel caso di una capsulectomia anche qualche giorno in più se il siero è abbondante. In prima giornata un reggiseno elastico “sportivo”, senza ferretti, con apertura anteriore e ben contenitivo sostituisce il bendaggio e deve essere indossato per almeno 3 mesi. Per i primi 15 giorni, invece, si raccomanda di evitare sforzi e solo successivamente, si possono riprendere le normali attività, seguendo sempre le indicazioni del chirurgo. Importante, nei dieci giorni successivi l’intervento, è evitare il contatto delle suture esterne con l’acqua poiché potrebbe contaminare le ferite e mettere a rischio una corretta cicatrizzazione. Nel post operatorio sono abitualmente prescritti anti dolorifici e antibiotici. Attività sportiva non prima di 1 mese.
Costi
I costi per un intervento di rimozione protesi e revisione possono variare da 6500€ fino 9500€ nel caso di mastopessi ibrida con trapianto adiposo ( lipofilling al seno)

