Cheratosi solari 2017-10-14T13:30:47+00:00

Cheratosi solari

Attenzione ai raggi del sole (specialmente tra le ore 11 e le 16) e ai dispositivi per l’abbronzatura artificiale. L’esposizione non controllata alle radiazioni ultraviolette può favorire la comparsa sulla nostra pelle di Cheratosi solari, patologie benigne a evoluzione potenzialmente maligna, che appaiono in zone fotoesposte. Si considerano lesioni precancerose perché possono portare alla formazione di carcinomi spinocellulari. Tra le aree cutanee a rischio, ci sono il viso, le mani, il collo e il cuoio capelluto su cui si evidenziano formazioni squamose o crostose di colore giallastro o grigio, spesso attorniate da un alone rosso. In generale, queste lesioni creano bruciore e prurito, ma raramente sanguinano o danno dolore.

TRATTAMENTO

Di fronte alla comparsa della cheratosi solari, si raccomanda un consulto medico oltre che un controllo periodico. Il trattamento delle cheratosi solari prevede, nel caso di dubbio diagnostico, innanzi tutto un prelievo bioptico con esame istopatologico. Nel caso di esito positivo di questo esame preliminare per carcinoma, il trattamento prevede l’asportazione chirurgica radicale e l’esame istologico.

Nel caso di normale cheratosi benigna, il dott. Tommaso Savoia prescrive in prima istanza delle terapie a base di creme esfolianti e chemioterapici locali. In caso di insuccesso, procede con l’asportazione mediante tecniche tangenziali di Laser Co2 che, selettivamente, vaporizza la lesione con la migliore riparazione del tessuto, e “courettage” per livellare la superficie cutanea.

TEMPI DI GUARIGIONE

Nel caso di asportazione tramite il Laser non c’è bisogno di applicare punti e la pelle guarisce dalla periferia o dagli annessi cutanei. Le reazioni locali più comuni, a seconda dei trattamenti applicati, variano dall’eritema al gonfiore passando per lo sfaldamento, la formazione di vesciche e l’erosione. Questi effetti scompaiono entro due/quattro settimane dall’inizio del trattamento (a seconda delle zone del corpo trattate) e si rivelano nelle prime 24 ore d’inizio terapia, per raggiungere un massimo di intensità nell’arco di una settimana.

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