Terapia delle cicatrici 2017-10-17T21:25:47+00:00

Terapia delle cicatrici

“Toppe” della pelle: le cicatrici sono gli esiti di una guarigione, di un trauma profondo, dopo un danno subìto dalla cute (un taglio, un’ustione, cicatrici post chirurgiche o post traumatiche).

E’ il corpo che ripara se stesso ripristinando un’area di derma con un tessuto equivalente, seppur privo delle caratteristiche più peculiari della pelle (bulbi piliferi, ghiandole sudoripare, ghiandole sebacee e annessi pigmentari oltre che linee cutanee – dermatoglifi – che determinano l’unicità della pelle, come nelle impronte digitali).

La riparazione di una lesione varia da paziente a paziente perché molti sono i fattori che entrano in gioco nell’ambito del processo cicatriziale, compresi la genetica, l’età, la qualità della pelle, lo stile di vita e l’esposizione ai raggi del sole.

Le cicatrici possono essere classificate in:

Cicatrici iper o ipopgimentate: quando sono molto scure o molto chiare rispetto alla pelle che le circonda,il cui unico difetto è la colorazione.

cicatrici atrofiche: piane ma molto larghe ed infossate (insorgono spesso in pazienti con tessuto poco elastico o a seguito di terapie croniche con cortisone)    

cicatrici retraenti: quando per la loro intrinseca direzione determinano retrazione dal punto di vista estetico se posizionata sul viso o sul seno oppure funzionale se posizionata alle mani o in altre sede dove il movimento è fondamentale

cicatrici ipertrofiche quando sono sollevate, rosse e dolenti ma rimangono all’interno del taglio che le ha generate,

cicatrici cheloidee sono rilevate, dolenti e retraggono; sono sproporzionate in dimensioni rispetto al danno che la ha generate; insorgono frequentemente sul petto a seguito di interventi al cuore o sul lobo dell’orecchio come complicanza del foro da orecchino.

Il trattamento

Impossibile eliminare del tutto una cicatrice, i suoi segni. E’ possibile però migliorarne l’aspetto. Le cicatrici si trattano su pazienti di ogni età e su tutto il corpo. La procedura viene eseguita dal dott. Tommaso Savoia in ambulatorio o in clinica, a seconda della tipologia di intervento da attuare, che varia dai 20 ai 40 minuti, in anestesia locale a meno di casi complessi che possano necessitare procedure più complesse( espansori, z plastiche)
Le cicatrici, nel primo anno dall’insorgenza, vanno trattate mediante presidi non chirurgici come l’applicazione di creme a base di silicone, la fisioterapia (mediante opportuni massaggi), l’applicazione di guaine elasto-compressive in tessuto siliconico, fino all’infiltrazione di corticosteroidi intralesionali.
Successivamente, una volta stabilizzata e quindi si intende dopo almeno 1 anno dall’insorgenza , le tecniche di trattamento sono:

Nel caso di cicatrici piane o atrofiche:
– revisione chirurgica (per modificare la posizione, e la forma e andamento della cicatrice, in genere viene rimossa la cicatrice e risuturata in maniera accurata per renderla più sottile)

Nel caso di cicatrici retraenti: revisione chirurgica e z plastiche o plastiche a V-Y di allungamento- impianto di espansori cutanei (soprattutto sul cuoio capelluto)
– plastica a Z o W, o trasposizione di lembi
– laser ablativo   CO2  frazionato che determina una dermoabrasione soft e rigenerazione del collagene (Slim II – Mixto Pro – Lasering)
– subcinsione e lipostruttura, griazie all’impianto di tessuto adiposo si determina una rigenerazione del tessuto fibroso grazie al guadagno di elasticità da nuove cellule staminali adipose trapiantate mentre la subcision ( rigottomie) crea un rilascio delle tensioni dando spazio alle cellule staminali di innestarsi.

Nel caso di cicatrici ipertrofiche o cheloidee é necessario premettere che è assolutamente vietata la asportazione semplice di un cheloide perchè è quasi  certo il  rischio di recidiva in assenza di terapia complementare.

-terapia mediante infiltrazione di cortisone a lento rilascio( triamcinolone acetonide) che attenua il dolore , riduce il gonfiore ma non permette un miglioramento estetico ma solo funzionale
– revisione chirurgica con radioterapia complementare mediante fasci esterni o la brachiterapia( dopo la rimozione della cicatrice viene effettuato un trattamento adiuvante nelle 72 h successive ;le sede più frequenti sono il lobo auricolare e la regione presternale spesso predisposte in maniera non prevedibile alla formazione di cheloidi o cicatrici ipertrofiche con percentuali di successo oltre il 60%.

Solo un’accurata valutazione del chirurgo potrà permettere di impostare un programma terapeutico che possa condurre al miglior risultato nel tempo.

Tempi di guarigione e mantenimento

I tempi di guarigione sono compresi in un lasso di tempo molto ampio, che va dalle due settimane a un anno, affinché la cicatrice possa dirsi completamente stabilizzata. A seguito della procedura chirurgica nei casi ambulatoriali, non è necessaria degenza.

Nei giorni successivi sarà però necessario indossare una benda o un medicamento che comprima l’area su cui il medico ha operato. Dopo qualche giorno è necessario tornare dal chirurgo per cambiare la medicazione e per l’asportazione dei punti.

Consigliabile l’applicazione di creme al silicone, elasto-compressione e presidi fisici, indicati dal medico. Anche le cicatrici sono soggette a recidiva secondo le caratteristiche del paziente e dello stile di vita: solo una corretta valutazione del chirurgo potrà chiarire l’opportunità e le modalità di intervento.

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