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Mastoplastica riduttiva 2017-10-14T13:30:52+00:00

Mastoplastica riduttiva

mastoplastica riduttiva

Mastoplastica riduttiva – Chirurgia estetica seno

Così come un seno troppo piccolo può creare disagio e insicurezza, anche un seno eccessivamente sviluppato è un inestetismo molto spiacevole che, inoltre, può provocare danni di natura fisico/posturale (con evidenti problemi di sbilanciamento vertebrale, dolori cervicali e lombari o problemi di respirazione). La mastoplastica riduttiva è la risposta della chirurgia estetica a chi voglia liberarsi da tale ingombro, per vivere una vita più serena in ogni ambito del quotidiano, dalla scelta dell’abbigliamento alla pratica sportiva. Si tratta di una procedura chirurgica che riduce il volume e il peso del seno conferendogli nuove forme e contorni e rimuovendo gli eccessi di cute, tessuto ghiandolare e adiposo. L’intervento permette inoltre di ridurre le dimensioni di areola e capezzolo. Nel complesso, l’operazione risponde a una ricerca di armonia tra forma/volume delle mammelle e resto del corpo. 

Difetti estetici e soluzioni

L’ipertrofia mammaria (seno grande) può essere costituzionale, quindi è di origine genetica e si manifesta sin dalla pubertà, oppure di origine ormonale e manifestarsi dopo la menopausa, o ancora dipendere da improvviso aumento di peso corporeo, specialmente in seguito a una o più gravidanze. A partire dai 16-17 anni, l’intervento può essere eseguito senza problemi e può aiutare a restituire serenità a un’adolescente che si trovi ad affrontare problemi fisici e psicologici. Le giovanissime, inoltre, sono doppiamente avvantaggiate: grazie alla loro elasticità cutanea, possono anche ricorrere semplicemente a una liposuzione. In ogni caso è necessario creare aspettative realistiche riguardo al nuovo aspetto del seno e ricordare che il risultato non è la “perfezione”, ma un deciso miglioramento della condizione preesistente, caratterizzata da problematiche quali:
– asimmetria mammaria,
– seno sproporzionato,
– seno pendulo.

Oltre al livello di rilassamento e alla posizione del capezzolo rispetto al solco sottomammario, le ipertrofie del seno si distinguono anche in base alla quantità di massa da asportare. Se ne identificano tre tipi:

  • lieve (fino a 200 cc),
  • moderata (fra 200 e 500 cc),
  • severa (fra 500 e 800 cc).

Se la massa da asportare supera gli 800 cc, l’intervento prende il nome di Gigantoplastica. In questo caso, la patologia ipertrofica coinvolge anche modificazioni patologiche della ghiandola e dei tessuti di sostegno.

Visita specialistica

Forma e volume del seno, qualità della struttura cutanea e posizionamento areola/capezzolo: durante la visita specialistica che precede l’intervento, il chirurgo valuterà questi aspetti e illustrerà le possibili future modifiche. In questa fase preliminare di studio, per maggiore chiarezza, il chirurgo eseguirà le opportune misurazioni e, ove necessario, praticherà accurati disegni direttamente sulle zone interessate, per determinare il volume in eccesso (e renderlo visibile anche alla paziente) e scegliere la procedura chirurgica più adatta. Sarà, inoltre, valutato lo stato di salute del soggetto (storia clinica, patologie, allergie e terapie) per escludere problematiche che potrebbero incidere negativamente sul risultato finale. Infine, le raccomandazioni: il chirurgo prescriverà gli esami clinici preoperatori e fornirà precise disposizioni in merito ad alimentazione, assunzione di farmaci (da evitare gli antinfiammatori come l’aspirina o gli anticoagulanti), alcool e sigarette. La pillola anticoncezionale va sospesa almeno un mese prima di sottoporsi all’operazione.

Preparazione all’ intervento

Al termine della visita specialistica, il chirurgo prescriverà una serie di esami clinici per determinare la conciliabilità delle proprie condizioni fisiche e di salute con l’intervento. Oltre a elettrocardiogramma, ecografia e mammografia, sarà necessario svolgere un check up di esami ematici: emocromo con formula leucocitaria, glicemia, creatininemia, azotemia, elettroliti plasmatici (cloro, calcio, potassio, sodio) proteine totali, funzionalità epatica (ast, alt), coagulazione (pT, PTT).

In merito ad altre indicazioni da rispettare scrupolosamente:

  • la pillola anticoncezionale andrà sospesa almeno un mese prima dalla data fissata per l’intervento,
  • sarà sospesa l’assunzione di medicinali contenenti acido acetilsalicilico,
  • si ridurrà il consumo di sigarette almeno a partire da 4 settimane prima dell’intervento
  • sarà necessario informare il chirurgo sull’assunzione di farmaci per terapie e trattamenti in corso

Intervento chirurgico

La mastoplastica riduttiva viene generalmente eseguita in regime di anestesia generale e dura almeno un paio di ore. Come detto, questo intervento risponde a esigenze di tipo funzionale oltre che di natura estetica. Le donne con un seno pesante che tende a cadere possono incorrere in problemi alla colonna cervicale (provocati dal peso eccessivo) e in problemi dermatologici (legati alle irritazioni cutanee dovute alla sudorazione nel solco sottomammario, che può provocare macerazione della pelle). Il peso del seno può, inoltre, far sì che le spalline del reggiseno creino profondi solchi sulle spalle della paziente. In aggiunta a problemi fisici oggettivi, possono insorgere anche complicazioni di ordine psicologico, derivanti dall’imbarazzo per un seno ingombrante che limita nello svolgimento di molte attività quotidiane.

Le tecniche chirurgiche possono riassumersi in due gruppi: con “incisione a T invertita” e con “incisione verticale” (in entrambi i casi ci sarà anche un’incisione attorno all’areola). Il chirurgo rimuoverà gli eccessi di tessuto ghiandolare, di tessuto adiposo e di cute e quindi procederà allo spostamento del complesso areola-capezzolo in una nuova posizione.
Quando il complesso areola-capezzolo sarà riposizionato, il chirurgo procederà allo spostamento della cute sotto ed intorno all’areola, conferendo così una nuova forma e un nuovo contorno al seno. Dopo la riduzione, verranno applicati appositi drenaggi e bendaggi.

Un approfondimento a parte merita la questione allattamento. L’intervento di riduzione del seno non è sempre indicato perché la capacità di allattamento può esserne influenzata negativamente. Accade, infatti, che parte del tessuto ghiandolare venga asportato durante la procedura, con conseguente possibile interruzione dei dotti galattofori (i piccoli tubicini che portano il latte dalla ghiandola mammaria al capezzolo). Il chirurgo farà in modo di conservare il più possibile i dotti ghiandolari, in modo da non compromettere la possibilità di allattare: non è possibile tuttavia garantire a priori che l’intervento non abbia conseguenze in questo senso ed è bene che la paziente ne sia adeguatamente informata e consapevole.

Complicanze generiche sono da prendere in considerazione per qualsiasi tipo di intervento chirurgico. Tra gli eventuali rischi della mastoplastica riduttiva, si segnalano:

  • ridotta sensibilità del capezzolo e dell’areola,
  • sofferenza cutanea dell’areola,
  • sofferenza della ferita e diastasi,
  • sanguinamenti e infezioni (rari),
  • asimmetria,
  • liponecrosi,
  • cicatrici ipertrofiche o pigmentate.

Capitolo cicatrici. L’intervento di riduzione del seno comporta la formazione di cicatrici intorno all’areola e in una linea verticale che si estende in basso e lungo il solco sotto-mammario (che le nasconderà). Durante i primi tempi risulteranno arrossate. Successivamente tenderanno ad assumere una colorazione più neutra e naturale e quindi meno visibile.

Tempi di guarigione

E’ prescritto assoluto riposo per le 48 ore successive all’intervento (è possibile avvertire indolenzimento e stanchezza dopo la procedura chirurgica). Terminata l’operazione, i drenaggi applicati vengono lasciati per 1-2 giorni, in associazione a una medicazione compressiva con apposito reggiseno (“sportivo”, senza ferretti, con apertura anteriore e ben contenitivo) da indossare giorno e notte per otto giorni. Nei primi giorni, la zona trattata potrà apparire gonfia e saranno visibili ecchimosi. Le ferite guariscono in circa due settimane. Sarà necessario limitare i movimenti delle braccia e gli sforzi per circa un mese (soprattutto per non compromettere una buona cicatrizzazione). Nello specifico, dopo 36-72 ore sarà possibile riprendere a svolgere attività “leggere” (evitando saune, bagni turchi ed esposizione al sole). Indicativamente, dopo circa una decina di giorni, la paziente potrà tornare al lavoro. E a tre settimane dall’intervento, sarà possibile riprendere la pratica sportiva. Il risultato definitivo si potrà apprezzare solo dopo circa 2-3 mesi, anche se le cicatrici saranno completamente assestate solo dopo 6 mesi. Il risultato estetico è generalmente molto buono, ma non permanente: la durata degli effetti dipenderà dall’età della paziente, dalle sue condizioni generali (compresa la qualità cutanea) e dallo stile di vita.

Costi

Orientativamente, i costi per un intervento di mastoplastica riduttiva possono variare dai 4.500 ai 9.000 euro.

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INFO UTILI

Durata

0min.
da
0min.
a

Complessità

  • Facile/Medio

Anestesia

  • Generale

Medicazione

  • Drenaggi: 1/3 giorni
    • Punti riassorbibili: 14 giorni
      • Reggiseno tecnico: 2 mesi

      Guarigione

      0giorni

      MASTOPLASTICA RIDUTTIVA PRIMA E DOPO