///Mastoplastica additiva
Mastoplastica additiva 2017-10-14T13:30:52+00:00

Mastoplastica additiva

mastoplastica additiva

Mastoplastica additiva – chirurgia estetica seno

La mastoplastica additiva è la procedura di chirurgia estetica più richiesta. L’intervento mira a donare un aspetto più sinuoso alle curve delle donne grazie all’aumento del volume del seno, con l’inserimento di protesi in silicone. L’operazione, che non si circoscrive al solo ingrandimento, modella le mammelle, le proporziona e le tonifica. E grazie alle protesi di ultima generazione, è possibile ottenere un risultato estetico naturale di grande effetto. Considerando la componente psicologica che ogni intervento di chirurgia asseconda, anche la mastoplastica additiva rappresenta lo sbocco di un percorso individuale che aiuta le donne a ritrovare sicurezza, sensualità e femminilità.

Difetti estetici e soluzioni

Aumentare le dimensioni di un seno troppo piccolo o desiderare proporzioni più adeguate per il proprio décolleté: la mastoplastica additiva può accontentare le giovani donne a cui il seno non è mai cresciuto e quelle donne adulte che vogliano ripristinare condizioni più floride di fronte agli inesorabili effetti della forza di gravità. Nella generalità dei casi, sottoporsi a un intervento di mastoplastica additiva significa correggere comuni difetti estetici quali:

  • ipoplasia mammaria (seno non sviluppato sin dalla pubertà),
  • ipotrofia mammaria (perdita/alterazione del volume e della forma originaria a seguito di gravidanze, allattamenti o dimagrimenti importanti),
  • asimmetria mammaria (seni diversi fra loro).

Per rispondere efficacemente alle problematiche esposte, la chirurgia plastica si è dotata dello strumento delle protesi, con un’ampia scelta tipologica (per coesività, rivestimenti e involucri) che soddisfi ogni esigenza.

Tra tutti i materiali attualmente presenti, le protesi segnalatesi sul mercato come le migliori in termini di comfort (maggior durata e naturalezza al tatto) e in ambito sanitario (complicanze e rigetti ridotti) sono realizzate con involucro di silicone testurizzato (ruvido) e contengono gel di silicone o fisiologica:

–   le protesi in gel di silicone, oltre ad essere più morbide, mantengono inalterato il loro volume nel tempo,

– le protesi in fisiologica, invece, tendono a perdere volume nel tempo.

Esistono due diversi tipi di protesi:

protesi tradizionali (rotonde): si classificano in base al profilo: basso, medio, alto ed altissimo,

protesi anatomiche: si classificano in base a proiezione, altezza e larghezza.

Visita specialistica

Prima di un pianificare un intervento di mastoplastica additiva, è necessario escludere la presenza di processi patologici in fase di svolgimento nel contesto delle ghiandole mammarie. Oltre ai comuni esami ematoclinici propedeutici a qualsiasi operazione chirurgica, la mastoplastica prevede un’ecografia, una mammografia o una risonanza magnetica e un elettrocardiogramma. Durante la visita, la paziente espone al chirurgo dubbi e aspettative derivanti dalla decisione di sottoporsi all’intervento. Il medico, invece, esamina la natura e le caratteristiche anatomiche del seno (tessuto cutaneo, ghiandole e tessuto adiposo), lo stato di salute generale del soggetto (gravidanze e patologie di varia natura) e, infine, illustra le specifiche dell’intervento, del post-operatorio e degli eventuali rischi.

 

Preparazione all’ intervento

In questa fase, il dott. Tommaso Savoia si occupa essenzialmente di due questioni inerenti le protesi: 1) per quale tipologia optare e 2) come scegliere il volume. Il medico, dopo un accurato colloquio con la paziente e un esame delle mammelle, valuterà il percorso più adatto a seconda delle necessità e dei desideri espressi. Sarà possibile scegliere tra:

  • protesi tradizionali “rotonde”, indicate nelle pazienti con seno svuotato, ma con muscolo pettorale ben rappresentato; la scelta tra basso, medio o alto profilo dipenderà dal voler prediligere la pienezza dei quadranti, piuttosto che la proiezione del cono mammario,
  • protesi anatomiche, indicate nelle pazienti con seno svuotato e muscolo pettorale sottile, o con minimo o nullo sviluppo della mammella. Grazie alla classica forma a goccia, le protesi anatomiche proiettano il cono mammario verso l’alto e riempiono anche il polo toracico superiore.

In merito al volume, una protesi da 150 c. c aumenta il seno di circa una taglia. Tuttavia, il calcolo della massa finale deve prendere in considerazione anche la grandezza della ghiandola mammaria. Le misure delle protesi non trovano una corrispondenza nelle misure dei reggiseni, pertanto si preferisce parlare di volume protesico, piuttosto che di “taglia”. Il medico cercherà di stabilire la misura delle protesi da utilizzare, in base alla taglia di reggiseno desiderata dalla paziente. Le dimensioni dovrebbero comunque rispettare l’equilibrio corporeo. Né troppo grosse (quindi con evidenza del perimetro), né troppo piccole (quindi inadeguate a un aumento volumetrico). Ciò che conta è che il seno sia rimodellato in naturalezza e in proporzione con la struttura fisica di ciascuna paziente.

Al termine della visita specialistica, il chirurgo prescriverà una serie di esami clinici per determinare la conciliabilità delle proprie condizioni fisiche e di salute con l’intervento. Oltre a elettrocardiogramma, ecografia e mammografia, sarà necessario svolgere un check up di esami ematici: emocromo con formula leucocitaria, glicemia, creatininemia, azotemia, elettroliti plasmatici (cloro, calcio, potassio, sodio) proteine totali, funzionalità epatica (ast, alt), coagulazione (pT, PTT).

In merito ad altre indicazioni da rispettare scrupolosamente:

  • la pillola anticoncezionale andrà sospesa almeno un mese prima dalla data fissata per l’intervento,
  • sarà sospesa l’assunzione di medicinali contenenti acido acetilsalicilico,
  • si ridurrà il consumo di sigarette almeno a partire da 4 settimane prima dell’intervento
  • sarà necessario informare il chirurgo sull’assunzione di farmaci per terapie e trattamenti in corso 

Intervento chirurgico

L’operazione dura circa un’ora e mezza e avviene in regime di anestesia generale o anestesia locale con sedazione (fase del sonno vigile). Per iniziare, lo staff chirurgico inietta farmaci vasocostrittori al fine di limitare temporaneamente l’afflusso di sangue nell’area interessata e garantire al chirurgo che lo spazio destinato all’intervento sia libero e accessibile per le manovre da effettuare.

Espletate le prime operazioni di rito, inizia l’intervento vero e proprio. Le protesi vengono inserite attraverso incisioni praticate:

  • lungo il perimetro dell’areola,
  • nel solco sotto mammario,
  • nel solco ascellare,
  • nell’ombelico.

La scelta della via d’inserimento dipende dalla situazione locale della mammella. Nel caso dell’inserimento attraverso ombelico, le protesi vengono introdotte per via endoscopica grazie a incisioni minime. In questi casi si utilizzano protesi “vuote” che vengono riempite in un secondo momento con la fisiologica.

La scelta della via d’inserimento (di cui sopra) identifica anche l’area su cui insisteranno le cicatrici:

  • intorno al capezzolo, lungo il perimetro dell’areola nel primo caso,
  • lungo il solco sottomammario nel secondo (in modo tale che sia coperta dal cono mammario stesso),
  • al centro dell’ascella nel terzo,
  • al centro dell’ombelico nel quarto.

Le protesi sono accolte in una tasca chirurgica, scavata dal medico. Si tratta di una zona ricavata dietro il complesso ghiandolare, dietro il muscolo pettorale o in sede intermedia. La struttura fisica e la qualità dei tessuti della paziente determinano la scelta della procedura da seguire. Il posizionamento sotto-muscolare è da preferire qualora il rivestimento adiposo ghiandolare sia insufficiente; il posizionamento sotto-ghiandolare è preferibile qualora la protesi risulti comunque ben coperta dalla ghiandola mammaria. La tecnica “dual plane” prevede, invece, che la metà superiore della protesi venga inserita sotto il muscolo, mentre la metà inferiore  sotto la ghiandola;  il muscolo è stato infatti disinserito completamente dal torace nella parte inferiore. Questa tecnica permette un risultato più armonioso. Un tecnica nuova di buon successo è la “triple plane”, che permette di prevenire le distorsioni causate dal muscolo quando questo è molto evidente. La protesi, infatti, è posizionata sotto il muscolo nella parte alta;  sotto la ghiandola nella parte centrale (dietro l’areola) e sotto il muscolo nella parte inferiore. Questa procedura permette di avere un “reggiseno naturale”, che sostenga la protesi nel tempo.

Dopo aver inserito le protesi, le incisioni vengono suturate attraverso punti interni e graffette esterne per facilitare una buona cicatrizzazione. La fase chirurgica si chiude con il bendaggio applicato sopra le suture, a protezione delle zona operata.

L’intervento, sebbene richiestissimo e di routine, non è esente da rischi. Tra questi:

  • contrattura capsulare,
  • dislocazione della protesi,
  • sieroma o ematoma 

Tempi di guarigione

I tempi di recupero dopo un intervento di mastoplastica additiva possono variare. Dopo l’operazione, i drenaggi vengono lasciati per almeno un giorno ed è applicata una medicazione compressiva. I bendaggi sono poi sostituiti da un reggiseno elastico (“sportivo”, senza ferretti, con apertura anteriore e ben contenitivo) che deve essere indossato per almeno un mese (ma si consiglia di continuare a usarlo per i periodi successivi, in modo da potenziare il risultato). Per i primi 30 giorni, è inoltre necessario che la paziente indossi una fascia elastica da mastoplastica. Per i primi 15 giorni, invece, si raccomanda di evitare sforzi che coinvolgano i movimenti delle braccia: sia cura della paziente farsi supportare nello svolgimento di mansioni quale il fare la spesa, il pulire a casa, l’accudire i figli piccoli. Solo successivamente, si possono riprendere le normali attività, seguendo sempre le indicazioni del chirurgo. Importante, nei sette giorni successivi l’intervento, è evitare il contatto delle suture esterne con l’acqua: potrebbe mettere a rischio una corretta cicatrizzazione. In caso di disagio post-operatorio (intorpidimento, dolore e gonfiore), sono prescritti antidolorifici e, per scongiurare infezioni, il chirurgo può indicare anche una terapia antibiotica.

Costi

I costi per un intervento di mastoplastica additiva possono variare da 4.500€ agli 8.500€.

NEWS SULL’ARGOMENTO

Mastoplastica Secondaria: intervento in forte crescita

Uno degli interventi di chirurgia estetica più richiesto negli ultimi tempi riguarda la sostituzione delle [...]

Contrattura capsulare? No panic!

Nel corso della guarigione dopo un intervento di mastoplastica additiva, il corpo della donna attiva [...]

INFO UTILI

Durata

0min.
da
0min.
a

Complessità

  • Variabile

Anestesia

  • Generale

Medicazione

  • 3/7 giorni
    • Punti riassorbibili in 14 giorni

    Guarigione

    0giorni
    Ferite
    0mesi
    Reggiseno e fascia

    MASTOPLASTICA ADDITIVA PRIMA E DOPO